12 dicembre – Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta. Commento al Vangelo

12 dicembre – Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta. Commento al Vangelo

foto_bambini_158 Luca dà inizio al racconto dell’attività pubblica di Ge­sù con una pagina solenne, quasi maestosa, un lungo elenco di re e sacerdoti, che improvvisa­mente subisce uno scarto, un di­rottamento: un sassolino del de­serto cade dentro l’ingranaggio collaudato della storia e ne mu­ta il passo: la Parola di Dio ven­ne su Giovanni nel deserto.
La Parola, fragile e immensa, vie­ne come l’estasi della storia, di u­na storia che non basta più a se stessa; le inietta un’estasi, che è come un uscire da sé, un sollevarsi sopra le logiche di potere, un dirottarsi dai soliti bi­nari, lontano dalle grandi capita­li, via dalle regge e dai cortigiani, a perdersi nel deserto. È il Dio che sceglie i piccoli, che «abbatte i po­tenti», che fa dei poveri i princi­pi del suo regno, cui basta un uo­mo solo che si lasci infiammare dalla sua Parola.
Chi conta nella storia? Erode sarà ricordato solo perché ha tentato di uccidere quel Bambino; Pilato perché l’ha condannato a morte. Nella storia conta davvero chi co­mincia a pensare pensieri buoni, i pensieri di Dio. La parola di Dio venne su Giovanni, nel deserto. ….
Per leggere il commento completo di padre Ermes Roncho clicca QUI

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