Category Archives: Ascolto della parola

16 dicembre – Gesù accende la vita e la rende felice. Commento al Vangelo

16 dicembre – Gesù accende la vita e la rende felice. Commento al Vangelo

foto_alaska_110_cabin_glow Un Vangelo di compor­tamenti concreti, un ritorno al semplice quotidiano, dopo i voli sul ve­nire di Dio per monti e burro­ni; un ritorno alle nostre rela­zioni interpersonali come strada per il venire di Dio nel mondo. Infatti il modo con cui ci rivolgiamo agli uomini rag­giunge Dio. Ogni nostro gesto umano apre finestre sull’infi­nito.
Giovanni il Battista propone tre regole. La prima: chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Leggi il resto dell’articolo…

12 dicembre – Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta. Commento al Vangelo

12 dicembre – Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta. Commento al Vangelo

foto_bambini_158 Luca dà inizio al racconto dell’attività pubblica di Ge­sù con una pagina solenne, quasi maestosa, un lungo elenco di re e sacerdoti, che improvvisa­mente subisce uno scarto, un di­rottamento: un sassolino del de­serto cade dentro l’ingranaggio collaudato della storia e ne mu­ta il passo: la Parola di Dio ven­ne su Giovanni nel deserto.
La Parola, fragile e immensa, vie­ne come l’estasi della storia, di u­na storia che non basta più a se stessa; le inietta un’estasi, che è come un uscire da sé, un sollevarsi sopra le logiche di potere, un dirottarsi dai soliti bi­nari, lontano dalle grandi capita­li, via dalle regge e dai cortigiani, a perdersi nel deserto. Leggi il resto dell’articolo…

1 dicembre – La nostra vita non va verso il vuoto ma verso un incontro. Commento al Vangelo

1 dicembre – La nostra vita non va verso il vuoto ma verso un incontro. Commento al Vangelo

350px-dawn_on_the_great_alpine_road L’autunno è il tempo ideale per meditare sulle cose umane. Abbiamo davanti a noi lo spettacolo annuale delle foglie che cadono dagli alberi. Da sempre si è visto in ciò una immagine del destino umano. “Si sta – come d’autunno – sugli alberi – le foglie”, dice il poeta Giuseppe Ungaretti. Una generazione viene, una generazione va… 
Ma è veramente questo il nostro destino finale? Più misero di quello di questi alberi? L’albero, dopo essersi spogliato, a primavera torna a fiorire, l’uomo invece una volta caduto in terra non vede più la luce. Almeno, non la luce di questo mondo…Le letture di domani ci aiutano a dare una risposta a questa che è la più angosciosa e la più umana delle domande.  Leggi il resto dell’articolo…

25 novembre – “Cristo è Re e Signore della mia vita?”. Commento al Vangelo

25 novembre – “Cristo è Re e Signore della mia vita?”. Commento al Vangelo

venezia91 La solennità di Cristo Re, quanto a istituzione, è assai recente. Fu istituita infatti da papa Pio XI nel 1925, in risposta ai regimi politici atei e totalitari che negavano i diritti di Dio e della Chiesa. Il clima da cui nacque la festa è, per esempio, quello della rivoluzione messicana, quando molti cristiani andarono alla morte gridando fino all’ultimo respiro: “Viva Cristo rey”, viva Cristo re! Ma se l’istituzione della festa è recente, non così il suo contenuto e la sua idea centrale che è invece antichissima e nasce si può dire con il cristianesimo. La frase “Cristo regna” ha il suo equivalente nella professione di fede: “Gesù è il Signore” che occupa un posto centrale nella predicazione degli apostoli.

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18 novembre – Dio è buono e pietoso…perchè sa come siamo fatti. Commento al Vangelo

18 novembre – Dio è buono e pietoso…perchè sa come siamo fatti. Commento al Vangelo

mg_5950-536x357 Il Vangelo della penultima Domenica dell’anno liturgico, è il testo classico sulla fine del mondo. In ogni epoca c’è stato qualcuno che si è incaricato di sventolare minacciosamente questa pagina di Vangelo davanti ai suoi contemporanei, alimentando psicosi e angoscia. Il mio consiglio è di stare tranquilli e non lasciarsi minimamente turbare da queste previsioni catastrofiche. Basta leggere la frase finale dello stesso brano evangelico: “Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure Leggi il resto dell’articolo…

11 Novembre – La vita non termina, è “trasformata”. Commento al Vangelo

11 Novembre – La vita non termina, è “trasformata”. Commento al Vangelo

129056345542368620_do1zhaz5_c Un giorno alcuni sadducei presentarono a Gesù il caso limite di una donna che era stata successivamente moglie di sette fratelli, chiedendogli di chi sarebbe stata moglie dopo la risurrezione dai morti. Gesù rispose: “Quando risusciteranno dai morti non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli ” (Marco 12, 25). Interpretando in modo errato questa frase di Cristo, alcuni hanno sostenuto che il matrimonio non ha alcun seguito in cielo. Ma con quella frase Gesù rigetta l’idea caricaturale che i sadducei presentano dell’al di là, come fosse un semplice proseguimento dei rapporti terreni tra i coniugi; non esclude che essi possano ritrovare, in Dio, il vincolo li ha uniti sulla terra. Leggi il resto dell’articolo…

4 novembre – Come proteggere ciò che è Essenziale nella vita. Commento al Vangelo

4 novembre – Come proteggere ciò che è Essenziale nella vita. Commento al Vangelo

1073 Un giorno si accostò a Gesù uno degli scribi, chiedendogli quale fosse il primo comandamento della legge e Gesù rispose citando le parole della Legge: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”.che abbiamo sentito e facendo di esse il “primo dei comandamenti”. Però Gesù aggiunse subito che c’è un secondo comandamento simile a questo ed è: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Leggi il resto dell’articolo…

28 ottobre – La tua fede ti ha salvato. Il Sacerdote preso tra gli uomini. Commento al Vangelo

28 ottobre – La tua fede ti ha salvato. Il Sacerdote preso tra gli uomini. Commento al Vangelo

foto_malta_cattedrale_st_johns_valletta_01 Il brano evangelico narra la guarigione del cieco di Gerico Bartimeo… Bartimeo è uno che non si lascia sfuggire l’occasione. Ha sentito che passava Gesù, ha compreso che era l’occasione della sua vita e ha agito con prontezza. La reazione dei presenti (“lo sgridavano perché tacesse”) mette in luce la inconfessata pretesa dei “benestanti” di tutti i tempi che la miseria resti nascosta, non si mostri, non disturbi la vista e i sonni di chi sta bene.
Il termine “cieco” si è caricato di tanti sensi negativi che è giusto riservarlo, come oggi si tende a fare, alla cecità morale dell’ignoranza e dell’insensibilità. Lo ricorda anche S.Exupery nel Piccolo Principe: “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Leggi il resto dell’articolo…

21 ottobre – Il potere trasformato in servizio. Commento al Vangelo

21 ottobre – Il potere trasformato in servizio. Commento al Vangelo

m-teresa-1 “Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”. Dopo quello sul denaro, il vangelo di questa domenica ci fa conoscere il giudizio di Cristo su un altro dei grandi idoli del mondo: il potere. Neppure il potere è intrinsecamente cattivo, come non lo è il denaro. Dio è definito lui stesso “l’onnipotente” e la Scrittura dice che “il potere appartiene a Dio” (Sal 62, 12). Poiché, però, l’uomo aveva abusato del potere a lui concesso, trasformandolo in dominio del più forte e in oppressione del debole, che cosa ha fatto Dio?

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14 ottobre – La vera Sapienza. Lascia tutto e seguimi. Commento al Vangelo

14 ottobre – La vera Sapienza. Lascia tutto e seguimi. Commento al Vangelo

imagescaqyufwe “Un’osservazione preliminare è necessaria per sgomberare il campo da possibili equivoci nel leggere ciò che il vangelo di questa domenica dice della ricchezza. Mai Gesù condanna la ricchezza e i beni terreni per se stessi. Tra i suoi amici, vi è anche Giuseppe d’Arimatea “uomo ricco”; Zaccheo è dichiarato “salvo”, anche se trattiene per sé metà dei suoi beni, che, visto il mestiere di esattore delle tasse che esercitava, dovevano essere considerevoli. Ciò che egli condanna è l’attaccamento esagerato al denaro e ai beni, il far “dipendere da essi la propria vita” e “l’accumulare tesori solo per sé” (cfr. Lc 12, 13-21)”.

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